Il progetto di Ricerca e sviluppo

Il progetto è presentato da una Società di Ricerca e di produzione di biostimolanti e prodotti per la lotta biologica,OASIS SRL e da due Organismi di Ricerca: Dipartimento di Biologia Ambientale della Università la Sapienza di Roma, Dipartimento di Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università degli Studi del Molise.
Obiettivo del progetto è quello di produrre nuovi biostimolanti per il settore agricolo, in grado di migliorare la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari in un’ottica di ecosostenibilità delle filiere agricole ed agroindustriali.
I biostimolanti sono sempre più utilizzati nella produzione agricola a livello mondiale e possono contribuire in maniera efficace a vincere la sfida posta dall’aumento della richiesta di cibo da parte della popolazione mondiale in continua crescita.
Oggi abbiamo bisogno di una nuova rivoluzione verde: dobbiamo produrre cibo più sano e in maggiori quantità, riducendo l’impatto sull’ambiente.
L’uso di grandi quantità di pesticidi non è sostenibile né per l’ambiente né per la salute pubblica e, in molti casi, può essere un controsenso persino da un punto di vista economico. L’investimento necessario all’acquisto di un numero così ampio di prodotti chimici è talmente elevato che il maggior guadagno ottenuto da colture rese più rigogliose grazie all’uso dei cosiddetti fitofarmaci può non coprirne il costo (Fonte FAO).

Per di più, se si valutano i danni ambientali e alla salute umana, i costi di tali coltivazioni
superano di gran lunga quelli dell’agricoltura biologica. Meno pesticidi significa meno prodotti chimici tossici nell’ambiente e per l’uomo. Sono sempre più numerosi gli studi scientifici che rilevano iperattività, disordini comportamentali, disabilità dell’apprendimento, ritardi dello sviluppo e disfunzioni motorie negli animali cui vengono somministrati fitofarmaci. Parimenti, un gruppo australiano ha recentemente suggerito una teoria ecogenica delle patologie neurovegetative come il morbo di Parkinson: potrebbe essere l’esposizione prolungata a dosi massicce di pesticidi usati in agricoltura a determinarne in età adulta la comparsa. Inoltre, una forte esposizione ai pesticidi sembra essere la causa dell’elevata incidenza di linfomi, tumori prostatici e cerebrali, oltre che di disturbi neurologici. Un recente studio finanziato dalla Comunità Europea e pubblicato sulla rivista New Scientist ha dimostrato che i giardinieri amatoriali che fanno uso di pesticidi hanno maggiori probabilità (il 9% in più) di contrarre il Morbo di Parkinson, rispetto a coloro che non usano tali sostanze; la percentuale sale addirittura al 43% in più per gli agricoltori esposti a pesticidi durante il loro lavoro. E’ dimostrato anche che molti pesticidi simulano l’azione degli ormoni femminili e sono pertanto sospettati di essere all’origine di casi di ipofertilità e sterilità, sia maschile che femminile, di carcinoma mammario e della prostata, di danni generali all’apparato riproduttivo, nonché in quello che genericamente viene indicato come “stress metabolico”, con un impatto negativo sulle difese immunitarie del nostro organismo. Molti dei pesticidi attualmente in uso sono risultati, da indagini condotte dall’International Agency for Research on Cancer (IARC, il più importante istituto mondiale per la ricerca sul cancro) cancerogeni, mutageni (causano mutazioni o alterazioni a carico del materiale genetico, quell’insieme codificato di informazioni che è presente in ogni cellula ed è responsabile dei vari processi biochimici e della trasmissione dei caratteri ereditari, portando all’insorgenza di difetti ereditari e tumori) e teratogeni (possono portare alla nascita di bambini con gravi malformazioni e difetti congeniti qualora la madre venga esposta a queste sostanze durante la gravidanza o, in alcuni casi, anche prima di essa).
L’industria dei biostimolanti è la strada da intraprendere per dare la possibilità alle aziende agricole di ottenere buoni risultati quali-quantitativi delle produzioni, riducendo drasticamente l’utilizzo di fitofarmaci.
Con le attività di progetto si intende realizzare prodotti che migliorino la qualità e quantità della produzione agricola e rendere più efficace ed efficiente l’utilizzo di fertilizzanti e agrofarmaci. La ricerca scientifica è un elemento chiave per lo sviluppo di un mercato altamente innovativo, e questo rende ancora più pressante la definizione di una cornice legale europea che riconosca e protegga l’innovazione nel settore.
Il progetto vede l’applicazione tra l’altro di biotecnologie legate alle attività di selezione e moltiplicazione di organismi viventi o di derivati di questi per produrre o modificare prodotti o processi per aumentare le capacità immunitarie di alcuni vegetali. I Biostimolanti e gli induttori di resistenza (RI) attivano sistemi molto complessi di reazioni della pianta, che possono essere indotti da agenti biotici o abiotici e che hanno come effetto l’innalzamento delle sue capacità di difesa nei confronti dei patogeni e determinano la protezione sistemica dell’intera pianta. L’attività di ricerca mira a valorizzare e potenziare le tecnologie disponibili alle bioindustrie che puntano ad aumentare la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari.

 

 

responsabile scientifico del progetto la Dott.ssa Michelina Ruocco

Oasis PMI INNOVATIVA

Lanci Torymus sinensis 

annualità 2019

Anagrafe Nazionale delle Ricerche
nr 55567NRF/oasissrl

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